Lontano da qui
Nazione:
USA
Data di rilascio:
2018
Durata:
96' minuti
Regista:
di Sara Colangelo
Attori:
Maggie Gyllenhaal, Gael Garcia Bernal, Rosa Salazar
Genere:
Drammatico

La trama

Lisa Spinelli è una maestra d’asilo con la passione per la poesia, tanto che i suoi figli ormai quasi adulti la trovano trasformata dalle lezioni che sta seguendo e il marito sente di essere un po’ trascurato. Lisa non è di per sé molto dotata, ma sa riconoscere il talento altrui e rimane folgorata da quello di un bambino dell’asilo, Jimmy, che ogni tanto cammina avanti e indietro come in trance recitando poesie impressionanti. Lisa decide di proteggerlo da una società indifferente al suo talento e fa il possibile per educarlo, spingendosi però molto oltre i limiti della sua professione a intraprendendo quasi una crociata personale.

 

LONTANO DA QUI: una quarantenne, un piccolo genio e il valore della poesia

Diretto e sceneggiato da Sara Colangelo, Lontano da qui si basa sul film The Kindergarten Teacher scritto da Nadav Lapid e racconta la storia di una maestra d’asilo di Staten Island che si lascia affascinare da uno dei suoi alunni, un bambino di cinque anni dotato intellettualmente. Matura così una sorta di ossessione che la spinge su un sentiero pericoloso e disperato per coltivare il talento del piccolo a qualsiasi costo.

Con la direzione della fotografia di Pepe Avila del Pino, le scenografie di Mary Lena Colston, i costumi di Vanessa Porter e le musiche di Asher GoldschmidtLontano da qui viene così spiegato dalla regista: “Lontano da qui è un thriller psicologico su una donna di nome Lisa Spinelli, che viva una vita piuttosto mondana a Staten Island e insegna in un asilo. Di sera, Lisa prende lezioni di poesia ed è una studentessa come tante altre, non particolarmente dotata. Nonostante ciò, continua ancora la sua ricerca artistica ma capisce da sola di non andare al di là della mediocrità. Un giorno, Lisa scopre che il piccolo Jimmy, uno dei suoi alunni, ha talento naturale per la poesia e, da quel momento in poi, fa tutto ciò che è in suo potere per sostenerlo e per far conoscere al mondo la sua arte.

Reputo questo film per me entusiasmante: è la storia di una donna, di cui posso approfondire la psicologia, esplorandone i ragionamenti, le buone intenzioni fallite e il desiderio di vivere una vita più significativa. Mi ha permesso di occuparmi di una quarantenne: una rarità sia per Hollywood sia per il cinema indipendente. Inoltre, mi ha dato l’occasione di discutere del ruolo che ha la poesia nella società americana contemporanea. C’è spazio per la bellezza, il senso e l’espressione umana in un mondo come quello di oggi dominato dagli smartphone, dai videogiochi, dalle pistole e delle guerre telecomandate? Si tratta di una questione di vitale importanza, che credo valesse la pena affrontare.

Lontano da qui parla del desiderio irrealizzato di essere un poeta, del genio, della mediocrità, dello sforzo di vedere il mondo in maniera nuova, della ricerca della bellezza nei posti più insoliti. E spero che sollevi domande interessanti sull’essere autori, su chi decide cosa sia arte e su chi può elogiare chi.

Il poeta Carl Sanburg scrisse che “la poesia è il diario di un animale marino che vive sulla Terra desiderando di volare nell’aria”. Qualcosa di tale raffigurazione della poesia mi ricorda molto Lisa, una donna di mezza età che per la prima volta sente il richiamo dell’arte. In altre parole, Lisa è una creatura sfollata che vuole volare, che vuole essere una versione migliore di se stessa e che vuole sentirsi più viva. Quando non riesce a soddisfare le sue ambizioni artistiche, Lisa decide che lo farà per mezzo del suo piccolo allievo. La sua è la ricerca – seria, ben intenzionata ma contorta – di qualcuno che desidera consegnare al mondo un giovane poeta e assicurarsi che la sua voce sia ascoltata tra il rumore e la banalità della vita moderna”. (Film TV)

LONTANO DA QUI: Convince l’opera prima di Sara Colangelo. Dall’israeliano The Kindergarten Teacher un remake incentrato sulla perdita dell’arte e la solitudine del talento

Un mondo senza poesia, senza arte. Il talento non è riconosciuto, si vive nell’indifferenza. L’unica necessità è apparire, far parte del flusso di immagini che ci bombarda ogni giorno. Il pensiero, lo studio, la bellezza d’animo interessano a pochi. Superficialità, mancata comprensione dell’altro: ecco quali sono le nuove correnti, quelle contro cui l’esordiente Sara Colangelo punta il dito.

Un bambino indiano ha delle doti straordinarie, sa riconoscere l’importanza della parola nonostante la tenera età. Lui scrive poesie, senza che nessuno se ne accorga. L’unica a prestargli orecchio è la sua insegnante d’asilo, una donna a cui l’esistenza ha voltato le spalle. I suoi figli l’hanno dimenticata, il marito non la desidera più. Nelle capacità eccezionali del piccolo Jimmy, lei vede la sua possibilità di riscatto.

Diventa una crociata personale, una guerra contro il distacco e l’apatia. Il suo è un sogno irrealizzabile: tornare a sentirsi importante. Ma il mondo freddo la respinge, nessuno sembra più capace di godere delle piccole cose. Tutti sono indaffarati, seguono una routine vuota. Fermarsi è impossibile. Gli anni passano troppo in fretta, e alla fine ci si chiede se si ha vissuto davvero.

I versi di Jimmy cercano di risvegliare le coscienze, di guardare la realtà con occhio nuovo. Nella sua ingenuità, vuole stupire il lettore con uno stile fresco, innocente. Lui compone per gioco, ignorato da una famiglia difficile. Non comprende la differenza tra fiducia e tradimento, ma sa riportare su carta lo spirito sacro della natura.

Lontano da qui è il remake americano di The Kindergarten Teacher, film israeliano diretto da Nadav Lapid. Le storie sono simili, come anche il messaggio: è la società a decidere che cosa deve essere rilevante per gli altri. Altrimenti tutto è immobile, silenzioso, in Israele, in America, ovunque. Neanche la magia riesce più a scuotere, forse solo la violenza. L’oscurità richiama l’attenzione dei più, la luce lascia impassibili. Gian Luca Pisacane (Cinematografo.it)

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